RC PROFESSIONALE: CHE COSA È CAMBIATO IN DIECI ANNI – IL CESIA FA UN BILANCIO
Dall’analisi dei sinistri denunciati a CGPA Europe dagli intermediari assicurativi emergono due tendenze: il consolidamento dell’aumento dei sinistri per (presunto) difetto di consiglio/ consulenza e obbligo d’informazione rispetto ai sinistri causati dagli errori amministrativi e gestionali; i livelli stabilmente significativi, soprattutto in termini di valore economico, dei sinistri causati dalle truffe dei collaboratori degli intermediari (in primis quelli iscritti alla sezione E del RUI) a danno di clienti e imprese assicurative.
Le tabelle qui sotto riportano l’incidenza delle principali cause di sinistro e il relativo peso economico dei sinistri denunciati nell’ultimo decennio.
| Incidenza delle cause dei sinistri per numero | Al 31.12.2016 | Al 31.12.2025 | |
| Difetto di consiglio/consulenza e obbligo d’informazione | 28,43% | 35,20% | |
| Errore amministrativo | 48,04% | 41,10% | |
| Infedeltà | 17,65% | 21,50% | |
| Altre | 5,88% | 2,20% | |
| Totale | 100,00% | 100,00% |
| Incidenza delle cause dei sinistri per valore economico | Al 31.12.2016 | Al 31.12.2025 | |
| Difetto di consiglio/consulenza e obbligo d’informazione | 33,45% | 39,80% | |
| Errore amministrativo | 39,50% | 25,10% | |
| Infedeltà | 22,50% | 28,90% | |
| Altre | 4,55% | 6,20% | |
| Totale | 100,00% | 100,00% |
Il difetto di consiglio/consulenza e obbligo d’informazione
A guidare la graduatoria dei sinistri è il difetto di consiglio/consulenza e obbligo d’informazione, originato soprattutto da:
- crescita del ruolo di riferimento degli intermediari nell’attività distributiva (con relativa maggiore responsabilità);
- maggiore tutela dei clienti prevista dalla normativa;
- maggiore consapevolezza dei clienti circa gli obblighi gravanti sull’intermediario;
- maggiore complessità dei rischi, della loro possibile evoluzione e dei prodotti assicurativi;
- carenze nella tracciabilità della relazione intermediario-cliente.
La crescita di questi sinistri impone un miglioramento su diversi fronti: analisi e monitoraggio dei comportamenti che espongono a rischi potenziali; conformità nelle modalità d’erogazione del consiglio professionale; analisi della normativa e dell’orientamento giurisprudenziale; tracciabilità della relazione.
Truffe dei collaboratori degli intermediari: perché crescono
Un’attenzione particolare meritano i sinistri causati dalle truffe dei collaboratori degli intermediari a danno di clienti e imprese assicurative.
Al 31.12.2016 l’incidenza sul numero totale dei sinistri era del 17,65% e quella sul valore economico del sinistro del 22,50%. Dieci anni più tardi i due dati sono aumentati, rispettivamente al 21,50% e al 28,90%, arrivando a sfiorare 1/3 del totale. Diversi i motivi:
- l’elevato numero dei collaboratori (in Italia si registra il dato più elevato in Europa);
- la carenza dei presidi organizzativi e gestionali (dell’intermediario e delle imprese di assicurazione) che impedisce un efficace controllo delle attività dei collaboratori;
- la diffusione del fenomeno del riciclaggio (che, favorendo la circolazione del contante, alimenta i casi d’appropriazione indebita);
- la falsificazione dei documenti assicurativi, soprattutto attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici.
Sulla responsabilità in caso di truffa messa in atto dal collaboratore di un intermediario agente è da segnalare una recente sentenza della Corte di Cassazione (16 marzo 2026, n. 5911) che ha statuito la responsabilità solidale con l’intermediario delle compagnie per illecito del subagente.
Gli illeciti dei subagenti, oltre a richiamare l’urgenza di un’innovazione nella disciplina di questo ruolo, segnalano che il settore assicurativo non ha ancora raggiunto l’efficacia dei controlli attuati nell’industria dei servizi finanziari personali. Vuol dire, quindi, che c’è da lavorare su governo e organizzazione delle sottoreti. Un impegno notevole, vista la diffusione (e il peso economico) dei subagenti, che chiama in gioco anche le mandanti, data la richiamata sentenza della Corte di Cassazione.
I princìpi operativi della prevenzione
Prevenire anziché gestire ex post: dal 2013, anno dell’arrivo in Italia, CGPA Europe ha fatto di questo principio la sua missione, impegnandosi ad aiutare gli intermediari a capire il profilo di rischio e a prevenire i rischi con la formazione. Il CESIA ha contribuito a questa missione.
Il programma di formazione per gli intermediari di CGPA Europe, con una forte impronta operativa, è evoluto negli anni per tenere conto dei cambiamenti e aumentare la consapevolezza degli intermediari.
I princìpi della prevenzione si sono consolidati:
- analisi dei comportamenti con più elevato potenziale di rischiosità;
- conformità e adeguatezza nell’erogazione del consiglio/consulenza professionale;
- analisi della normativa e dell’orientamento giurisprudenziale;
- adozione di strumenti per la tracciabilità, formalizzando per iscritto (anche attraverso supporti digitali) l’attività di consiglio/consulenza resa al cliente in modo da renderlo edotto dell’offerta proposta e conservare traccia dell’attività professionale svolta. È questo che consentirà di dimostrare in futuro l’adeguatezza del consiglio fornito al proprio cliente.
Sulla prevenzione dei rischi collegati alle reti secondarie, CGPA Europe ha deciso di fare un passo in più: oltre alla formazione, è stato avviato un programma per coinvolgere nella prevenzione le imprese mandanti (attraverso le associazioni degli intermediari assicurati). In pratica, la condivisione di un sistema di controlli e verifiche ex ante sulle reti secondarie, basati su indicatori di rischio specifici, che consentano d’intercettare possibili comportamenti fraudolenti, limitandone l’incidenza o prevenendone la messa in atto.



