INNOVAZIONE DI PRODOTTO: QUALE COMPITO ATTENDE GLI INTERMEDIARI
Abbiamo sentito spesso richiamare, da più parti, la necessità d’innovare l’offerta assicurativa per rispondere alle mutate esigenze di protezione di persone e imprese. Il mercato chiede prodotti più personalizzati e facili da capire e una relazione più fluida con compagnie e intermediari. Dall’osservatorio di Swiss Re, come vi sembra che stia evolvendo il mercato italiano?
In Swiss Re monitoriamo con attenzione le tendenze del mercato e le esigenze dei clienti a livello globale. Il mercato assicurativo italiano sta vivendo una trasformazione significativa alimentata dalla domanda crescente di prodotti assicurativi personalizzati e facilmente comprensibili. Questo cambiamento è determinato dai progressi della tecnologia e dai nuovi modelli di consumo.
Gli assicuratori stanno rispondendo in Italia sviluppando prodotti più personalizzati e sfruttando l’analisi dei dati per comprendere meglio le esigenze dei singoli clienti. Stiamo registrando un’evoluzione verso un approccio più centrato sul cliente, con un’attenzione particolare al miglioramento della sua esperienza attraverso i canali digitali e alla semplificazione del processo assicurativo. La direzione è chiara: maggiore trasparenza, semplicità e capacità di rispondere ai nuovi bisogni di privati e imprese. In questa evoluzione, gli intermediari sono fondamentali: rappresentano il ponte tra le soluzioni innovative e le esigenze dei clienti.
Quali sono le innovazioni destinate a diventare strutturali nei prodotti, nella distribuzione e nella gestione del rapporto contrattuale con gli assicurati?
Sono diverse le innovazioni che stanno emergendo e diffondendosi. Stanno anzitutto crescendo i prodotti parametrici che, grazie alla possibilità di indennizzi predeterminati al verificarsi di eventi specifici, sono di facile comprensione, trasparenti e semplificano la gestione dei sinistri.
Le piattaforme digitali e le soluzioni insurtech stanno favorendo l’attività distributiva con servizi più efficienti e accessibili: non sostituiscono gli intermediari, ma li mettono in grado di fornire un servizio migliore e raggiungere un pubblico più ampio.
L’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico nella sottoscrizione e nella gestione dei sinistri stanno migliorando accuratezza ed efficienza consentendo ad assicuratori e intermediari di valutare meglio il rischio e snellire i processi operativi, il che migliora l’esperienza del cliente. Infine, una blockchain di nuova generazione potrebbe contribuire a garantire la sicurezza e la trasparenza delle transazioni migliorando la gestione dei rapporti contrattuali con gli assicurati.
Alle polizze parametriche si attribuiscono molte qualità. Nell’economia dei dati che sta prendendo forma, può essere questa la soluzione per allargare il mercato assicurativo a nuovi segmenti di domanda? Non c’è il rischio che queste polizze penalizzino la consulenza che dovrebbe accompagnare il collocamento di ogni prodotto?
Le polizze parametriche offrono notevoli vantaggi in termini di semplicità e trasparenza. Nell’economia che sta oggi prendendo forma, quella basata sui dati, possono contribuire a estendere il mercato assicurativo a nuovi segmenti di domanda, fornendo una copertura per rischi difficili da assicurare con i prodotti tradizionali. Possono, per esempio, essere particolarmente efficaci in settori come l’agricoltura, i viaggi e le coperture contro le calamità naturali, per i quali sono essenziali indennizzi rapidi.
Queste polizze, tuttavia, tendono a integrare, non necessariamente a sostituire, le coperture tradizionali. La consulenza professionale rimane fondamentale, soprattutto per affrontare rischi complessi che richiedono una valutazione e una guida personalizzate. Gli intermediari hanno un ruolo fondamentale nell’informazione ai clienti sul funzionamento delle polizze parametriche e nell’integrazione di queste polizze in strategie più ampie di gestione del rischio.
Gli intermediari professionali oscillano tra un riconoscimento delle potenzialità della digital transformation (per esempio nel miglioramento dell’efficienza gestionale) e il timore di essere disintermediati dalle applicazioni dell’IA. Sono timori fondati o semplicemente la reazione di una categoria che è composta in prevalenza da professionisti che non sono nativi digitali?
Le preoccupazioni di professionisti dell’intermediazione assicurativa sulla trasformazione digitale e sulle applicazioni dell’IA sono comprensibili ma possono essere gestite. L’IA e gli strumenti digitali stanno certamente migliorando l’efficienza del servizio e il coinvolgimento dei clienti. Offrono agli intermediari, inoltre, l’opportunità di automatizzare le attività ordinarie e concentrarsi sui servizi a valore aggiunto, a cominciare dalla consulenza personalizzata. Le nuove tecnologie possono contribuire in misura significativa a migliorare la qualità del servizio: saranno fondamentali, per gli intermediari, l’apprendimento continuo e l’adattamento all’evoluzione tecnologica.
Stiamo vivendo una fase caratterizzata da una crescita rilevante dei nuovi rischi (pensiamo, per esempio, al rischio cyber e a quello ambientale) e da una spettacolare accelerazione dell’innovazione digitale. Gli intermediari sono chiamati, per questo, anche a svolgere un compito di educazione dei clienti al rischio. Come possono farlo?
Educare i clienti sui rischi emergenti, come le minacce informatiche e ambientali, è un compito cruciale per gli intermediari che può essere svolto in modi diversi. In primo luogo, sfruttando le piattaforme digitali per fornire contenuti educativi accessibili e capaci di coinvolgere i clienti, tra i quali i webinar, gli strumenti interattivi e i contenuti divulgativi.
Consulenze personalizzate e valutazioni del rischio possono inoltre aiutare i clienti a comprendere le proprie specifiche vulnerabilità e l’importanza di una copertura adeguata. È poi necessario orientarsi all’aggiornamento continuo sugli sviluppi della gestione dei rischi e delle soluzioni assicurative, premessa essenziale per offrire una consulenza informata. Diventare consulenti ed educatori di fiducia è la condizione per costruire relazioni più solide con i clienti e aiutarli ad affrontare le nuove complessità. In questo senso, gli strumenti digitali possono aiutare a fornire questa formazione in modo efficace ed efficiente.
Come pensa che evolverà il ruolo dell’intermediario professionale? Che cosa bisogna fare oggi per prepararsi?
Evoluzione della tecnologia e nuove aspettative dei clienti continueranno a rimodellare il ruolo degli intermediari che, probabilmente, si concentreranno sulla consulenza, sfruttando l’analisi avanzata dei dati e l’intelligenza artificiale per offrire soluzioni personalizzate. L’esercizio di questo nuovo ruolo richiede un investimento in formazione continua. L’alfabetizzazione digitale è essenziale, così come l’adozione di nuovi strumenti e di piattaforme che migliorino l’efficienza e favoriscano il coinvolgimento dei clienti. La combinazione tra innovazione e focalizzazione sul cliente è la strada che gli intermediari dovranno percorrere per restare al centro del sistema distributivo.



